La notizia può sembrare un fulmine a ciel sereno. Forse. Senz’altro è di quelle grosse. Anzi, a livello d’universo nerazzurro, di quelle enormi. Ma qualcosa, chi mastica Appiano Gentile, sapeva. Qualcosa trapelava. Ben presto, lo scenario che stiamo per presentarvi, sarà realtà.
Le strade tra Ausilio e l’Inter si separano. Dopo ben 28 anni. Lascia il direttore d’orchestra del mercato nerazzurro di tutti questi anni. Entrato alla Pinetina ormai nel lontano 1998 quando quel giovane che studiava come diventar grande dirigente ammirava l’avvento del Fenomeno, lavorò alle spalle di Branca fino alla svolta del 2014, quando divenne DS in prima linea: da allora la ricostruzione di Conte ed i successi con Inzaghi e Chivu, per tre scudetti ed altrettante Coppe Italia, col piccolo grande rimpianto di due finali di Champions perse.
Perché a fine mercato, lascia chi ha contribuito più di tutti ad orchestrarlo, animarlo, realizzarlo. Aveva il contratto in scadenza nel 2027, a maggio aveva chiesto incontri col club, senza però ottenere risposte sperate. La voglia d’Ausilio, da parte dell’Inter, non era così forte. Ed egli stesso, dopo tanti anni, forse interiormente iniziava a nutrir voglia di qualcosa di differente. E’ quindi forse rimasto altresì deluso, da Marotta ed Oaktree.
Ma ha lavorato duro, come sempre, in prima persona. Se nel suo caso per tutta l’estate si registrava stagnazione, lui non poteva stagnare: quindi Spence, Stones e Curtis Jones. Per consegnare a Chivu un’Inter sempre più britannica, e chissà che storia e destini proprio Tottenham e Londra non possano corrispondere al suo futuro.
A fine mercato, però, già oggi i primi bilanci. Quindi l’idea di tirar una riga: seppur abbia dato la disponibilità da gran professionista a lavorar fino a fine anno, le strade sono destinate a separarsi subito. E consensualmente. Domani Pinetina, venerdì papabile conferenza d’addio, sabato addirittura potrebbe esser l’ultima volta a San Siro da DS nerazzurro. Ore decisive.

