Quella col Torino può già diventar decisiva. Rischia di saltar la seconda panchina in Serie A nel giro di cinque giornate. Incredibile, ma vero. E stavolta parliamo di una società che non vacilla mai, che quando prende un percorso resta su quella direzione, senza tergiversare mai. Fa effetto, eccome, ma a vacillare in questo caso è proprio la panchina del Bologna.
La posizione di Domenico Tedesco è pesantemente in discussione. Emerge dai confronti in società, tra Di Vaio e Sartori, una certa perplessità. Sembra quasi che stavolta, e dopo poco tempo, stiano cambiando idea rispetto alla scelta fatta in estate. Non è scoccata la scintilla. I risultati non sono arrivati, ma nemmeno l’espressione. Va pur detto, però, che dopo tanto tempo il Bologna ha venduto molto più del previsto e s’è respirata aria di fine ciclo: via Castro, via Lucumi.. ma a fine mercato via chi doveva esplodere e prendere in mano la squadra, nelle idee dell’allenatore. Ovvero, pure Rowe.
C’è qualcuno che lascia trapelare come la dirigenza felsinea sia pronta a prender una decisione anche in queste ore, senza aspettare lo spareggio col Torino. Prima della sosta, evento sempre fatale ed incombente per ogni allenatore. Tutto può succedere, anche un terremoto istantaneo. Piuttosto, i dirigenti già si muovono per il post, un cambio proprio durante la sosta, indipendentemente da come dovesse andar a finire la gara col Toro. E c’è un nome forte, che libero stuzzica: Raffaele Palladino, più d’ogni altro.

