L’1 marzo di 12 anni fa ci lasciava Lucio Dalla, uno dei cantautori più importanti e necessari della canzone italiana, un artista profondo e carismatico, che ha scritto una delle pagine più valide e irripetibili del nostro cantautorato.
©Franco Cautillo/Ansa
Lucio Dalla, nato a Bologna il 4 marzo del 1943, non è mai stato una cosa sola: osservatore attento e scrupoloso, sguardo curioso e lucido, ha sperimentato più generi, dalla beat alla canzone d’autore, fino ad approdare al pop; dapprima è stato solo compositore, poi anche paroliere. Dalla è stato un artista lungimirante, capace di fotografare la realtà facendone un racconto poetico e travolgente. Un racconto che, dopo tanti anni, è ancora attuale, commovente e interessante.
Parlare di cantautorato, in Italia, significa raccontare uno dei pilastri più importanti, e certamente più validi, su cui pone le basi lo straordinario successo della nostra musica nel mondo. Da Modugno a Gino Paoli, da Lauzi a Gaber, da Tenco a Dalla, i nostri cantautori hanno saputo parlare del nostro Paese e più spesso dei loro sentimenti più intimi, hanno denunciato


