L’avevamo lasciata sorridente e sollevata, fresca di riconferma alla guida della Commissione europea per un secondo mandato con una maggioranza tutt’altro che risicata. Per ottenere quello a cui puntava, Ursula von der Leyen aveva dovuto galoppare per mesi in una sfiancante campagna elettorale nei 27 Paesi membri Ue – un po’ tra la gente, un po’, soprattutto, nei palazzi dei governi chiamati a indicare il suo nome. Poi, messasi in tasca la nomina da parte del Consiglio europeo di fine giugno, la 65enne tedesca s’era dovuta immergere in settimane di altro duro lavoro politico: i faccia a faccia con le delegazioni tutti i principali partiti del nuovo Parlamento europeo per trovare i voti necessari al bis. Missione compiuta, grazie al
Von der Leyen e il puzzle da 25 pezzi per la nuova Commissione. Così l’Europarlamento prepara la vendetta per le scelte «maschiliste» dei governi
Date:


