«Il Rhode Island non è l’America reale». È con queste parole che la guida risponde al mio stupore quando, a bordo di un elegante bus turistico, mi ritrovo con la faccia incollata al finestrino per ammirare – in quel di Newport – la fila perfetta di fastose mansion vittoriane che sfilano ai margini della strada.
Il fatto che il Rhode Island, il più piccolo dei 50 Stati americani, non sia rappresentativo dell’America reale – quella rurale, sconfinata del Midwest e degli Stati del Sud – conferma indirettamente un’altra verità: che questo pezzo di terra ritagliato tra il Connecticut e il Massachusetts è espressione di un’altra parte, anch’essa tangibile, di America: quella ricca, liberal, stanziata da generazioni in angoli di costa tappezzati da foreste di aceri saccarini, scogliere romanzesche e allevamenti di ostriche servite nei patii di dimore padronali riconvertite in lussuose guest house.
La locuzione è davvero trita, ma Newport possiede tanti, meravigliosi paesaggi da


