L’operazione “Turdus Aureus” dei Carabinieri Forestali ha svelato un business crudele che sfruttava la bellezza del canto degli uccelli per scopi venatori
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Una rete criminale ramificata in quattro regioni italiane e che sfruttava il canto degli uccelli selvatici è stata smantellata grazie all’operazione “Turdus Aures”.
I Carabinieri Forestali, in collaborazione con il Raggruppamento Carabinieri Cites, il Gruppo Carabinieri Forestale di Perugia e il Centro Anticrimine Natura di Udine hanno infatti portato alla luce il traffico illegale di uccelli selvatici attivo in Campania, Lombardia, Toscana e Umbria.
Il canto della prigionia: il business dei richiami vivi
Il cuore dell’operazione è stata la lotta al traffico illegale di avifauna destinata all’uso come richiami vivi per la caccia. Gli uccelli, prevalentemente giovani esemplari, venivano catturati illegalmente all’estero, spesso strappati ai loro nidi. Condotti in Italia, venivano inanellati con anelli identificativi falsificati o forniti da allevatori compiacenti e venduti a ignari cacciatori come richiami vivi.
Il valore di mercato di un singolo esemplare “da richiamo” può raggiungere anche i 300 euro, alimentando un giro d’affari di centinaia di migliaia


