(Adnkronos) – Decine di migliaia di italiani si trovano improvvisamente “incastrati” tra Emirati Arabi Uniti, Oman, Bahrein e Qatar: chi era arrivato per una vacanza al sole di Dubai, chi stava solo facendo scalo verso l’Asia o l’Oceania, chi lì vive e lavora da anni. Nel giro di poche ore, quella che per molti è la capitale globale del turismo e del transito aereo si è trasformata in una città sotto attacco, con scie di intercettori nel cielo e boati nella notte. E mentre l’Iran continua a lanciare missili e droni contro gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo, l’incognita è una sola: quanto durerà questa sospensione forzata, e quanto è vicino il punto di rottura della stabilità regionale.
Secondo i dati del governo italiano, nell’area mediorientale oggi sotto pressione si trovano oltre 58 mila connazionali, tra residenti e viaggiatori. A Dubai da sola si stima una comunità di circa 20 mila italiani stabili, a cui si aggiungono centinaia di turisti e passeggeri in transito rimasti bloccati per la chiusura a singhiozzo dello spazio aereo e la cancellazione di migliaia
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