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“Trattata come una strega”: il ricorso dei legali della “famiglia del bosco” contro l’allontanamento dei figli

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Il caso della “famiglia del bosco” approda a una nuova fase legale. Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas hanno depositato un ricorso di 37 pagine per contestare l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila che, lo scorso 6 marzo, ha disposto l’allontanamento di Catherine Birmingham dai suoi tre figli, attualmente ospiti di una casa famiglia.

Il cuore del ricorso punta il dito contro l’immagine “unilaterale” e distorta della donna emersa nelle relazioni dei servizi sociali e dei vertici della struttura. Secondo i legali, Catherine sarebbe stata vittima di una narrazione basata su pregiudizi e sospetti, arrivando a definirla quasi come una figura d’altri tempi. “È stata tratteggiata in un’esaltazione di stereotipi che rievoca la ‘donna difettosa’ del Malleus Maleficarum“, scrivono gli avvocati, citando il noto trattato del XV secolo sulla repressione della stregoneria.

Oltre a denunciare una “inaccettabile gogna mediatica”, la difesa sostiene che le criticità sollevate dai magistrati per giustificare il provvedimento siano ormai superate. Secondo Femminella e Solinas, i nodi relativi all’idoneità abitativa, alla scolarizzazione, alla socialità dei minori e ai cicli vaccinali sarebbero stati risolti positivamente. Nel ricorso vengono infine contestate duramente le relazioni tecniche redatte negli ultimi giorni, successivamente alla separazione traumatica della madre dai bambini.

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