Un nuovo dramma scuote il fronte del conflitto tra Russia e Ucraina. Un aereo da trasporto militare russo, un Antonov An-26, si è schiantato contro una scogliera mentre sorvolava la Crimea. L’incidente non ha lasciato scampo a nessuno dei presenti a bordo: il bilancio è di 29 vittime, tra cui 6 membri dell’equipaggio e 23 passeggeri.
Guasto tecnico o atto bellico?
Secondo le prime informazioni rilasciate dal Ministero della Difesa di Mosca, il velivolo avrebbe perso i contatti radio poco prima dell’impatto. La causa preliminare indicata dal Cremlino parla di un guasto tecnico, escludendo, almeno per il momento, l’intervento della contraerea ucraina. Le indagini sono tuttora in corso per recuperare le scatole nere e fare luce sulla dinamica esatta dello schianto.
Offensiva russa e diplomazia a Bucha
Mentre la Crimea conta i morti del disastro aereo, la guerra non accenna a fermarsi. Nelle ultime ore, pesanti raid russi hanno colpito le regioni di Khmelnytskyi, Lutsk e Zaporizhzhia, confermando la strategia di Mosca di colpire obiettivi strategici e infrastrutture su tutto il territorio ucraino.
Sul fronte diplomatico, la tensione resta altissima. Proprio ieri, il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, insieme ai suoi omologhi europei, si è recato in visita a Bucha. La delegazione ha reso omaggio alle vittime nel quarto anniversario del massacro compiuto dalle forze russe, ribadendo l’impegno dell’Unione Europea nel sostegno a Kiev e nella richiesta di giustizia per i crimini di guerra commessi.



