Gli astronomi, grazie al telescopio spaziale James Webb (JWST), hanno scoperto tre enormi galassie soprannominate **"mostri rossi"**, risalenti al primo miliardo di anni dopo il Big Bang e grandi quasi quanto la Via Lattea. Queste galassie sfidano i modelli attuali di formazione galattica, mostrando una velocità straordinaria nella conversione della materia in stelle, due o tre volte più efficiente rispetto alle galassie successive. La scoperta solleva interrogativi sulla nostra comprensione dell’Universo primordiale, spingendo i ricercatori a cercare spiegazioni per questi processi accelerati di formazione stellare.
Una recente immagine catturata dal telescopio Subaru delle Hawaii mostra una galassia estremamente rara a triplo anello situata a circa 800 milioni di anni luce dalla Terra. Questa galassia, sfida le attuali teorie delle tradizionale classificazione delle galassie stabilita con le osservazioni di Hubble. Questa classificazione include galassie ellittiche, a spirale, irregolari e lenticolari. Le […]
Le pulsar sono stelle di neutroni estremamente magnetizzate e rotanti che emettono fasci di radiazioni elettromagnetiche dai loro poli magnetici. Scoperte nel 1967, queste stelle nascono dal collasso gravitazionale di una stella massiccia e sono conosciute per le loro rotazioni rapidissime, alcune completando una rotazione in pochi millisecondi. Le pulsar emettono impulsi regolari di radiazione che appaiono come lampi di luce radio. Esistono diversi tipi di pulsar, tra cui quelle radio e a raggi X. Grazie alla loro precisione, le pulsar sono utilizzate dagli astronomi per misurare fenomeni astrofisici, testare teorie fisiche e studiare le onde gravitazionali. Le condizioni estreme nelle pulsar offrono un laboratorio naturale per esplorare le leggi fondamentali della fisica.
Un nuovo studio guidato dall'Università di Amsterdam suggerisce che attorno alle stelle di neutroni potrebbero formarsi nubi di assioni, particelle ipotetiche considerate candidate ideali per costituire la materia oscura. Queste nubi, attratte dalla forte gravità delle stelle di neutroni, potrebbero avere una densità tale da generare segnali rilevabili in futuro. La ricerca ipotizza due possibili segnali: uno continuo, emesso durante tutta la vita della stella, e uno transitorio, visibile alla fine della sua esistenza. Se confermata, questa scoperta rappresenterebbe un passo importante verso la comprensione della misteriosa materia oscura.
Un nuovo studio pubblicato su *The Astrophysical Journal* ha identificato cinque quasar antichissimi, formatisi quando l'universo aveva solo 600-700 milioni di anni, grazie a immagini ottenute con il telescopio spaziale James Webb. Questi quasar, alimentati da buchi neri supermassicci, sono più massicci di un miliardo di volte il Sole e trilioni di volte più luminosi. Tuttavia, sorprendentemente, si trovano in regioni con poche galassie, sfidando l'attuale modello cosmologico che prevede che i quasar nascano in ambienti ricchi di materia oscura e galassie. Gli scienziati stanno cercando nuove teorie per spiegare la loro crescita in queste condizioni inaspettate.
Sono ore spasmodiche per lo sport internazionale. Perché da una disciplina all'altra sta succedendo di tutto e di più. E quel che accade, soprattutto...
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