Gli astronomi hanno scoperto un raro allineamento di due galassie che agiscono come lenti gravitazionali, ingrandendo la luce di un quasar distante. Questo fenomeno potrebbe permettere misurazioni precise della costante di Hubble, utile per capire l'espansione dell'universo. Grazie alla combinazione di dati di vari telescopi, tra cui il JWST, i ricercatori stanno studiando il comportamento della luce piegata dalle galassie per risolvere il mistero dell'energia oscura e la "tensione di Hubble", ovvero la discrepanza nelle misurazioni del tasso di espansione dell'universo.
Un team internazionale guidato dall'astronomo Kritti Sharma del California Institute of Technology ha scoperto che i lampi radio veloci (FRB) provengono principalmente da galassie con popolazioni di stelle giovani e di grande massa. Questi segnali radio molto potenti e brevi, rilevati in tutto il cielo, sono difficili da prevedere e tracciare. Tuttavia, le recenti osservazioni indicano che potrebbero essere generati da magnetar, stelle di neutroni con campi magnetici estremamente potenti. Mentre la ricerca sugli FRB continua, questa scoperta suggerisce che le galassie massicce e ricche di stelle giovani giocano un ruolo cruciale nella loro formazione, offrendo nuovi indizi sulle condizioni ambientali che favoriscono la generazione di questi enigmatici segnali cosmici.
L’energia oscura rappresenta il 70% di energia e di materia nell’Universo ma la sua natura rimane ad oggi sconosciuta. Tuttavia, una nuova ipotesi vedrebbe l’energia oscura legata ai buchi neri. Secondo l’astrofisico Kevin Croker, i buchi neri potrebbero contenere energia oscura e crescere insieme all’espansione dell’Universo, contribuendo all’accelerazione cosmica. L’idea di base si poggia su […]
Finora erano i confini di Laniakea, il nostro enorme “continente galattico“, a segnare la distanza massima alla quale il flusso dei “fiumi di galassie” poteva influenzare i movimenti della nostra Via Lattea. Ma una nuova mappa della regione dell’Universo intorno a noi ha appena suggerito che la nostra galassia è probabilmente parte di un “vicinato […]
Un nuovo studio pubblicato su *The Astrophysical Journal* ha identificato cinque quasar antichissimi, formatisi quando l'universo aveva solo 600-700 milioni di anni, grazie a immagini ottenute con il telescopio spaziale James Webb. Questi quasar, alimentati da buchi neri supermassicci, sono più massicci di un miliardo di volte il Sole e trilioni di volte più luminosi. Tuttavia, sorprendentemente, si trovano in regioni con poche galassie, sfidando l'attuale modello cosmologico che prevede che i quasar nascano in ambienti ricchi di materia oscura e galassie. Gli scienziati stanno cercando nuove teorie per spiegare la loro crescita in queste condizioni inaspettate.
VERBANIA - Si chiamava Francesco Roncoroni, classe 1996 e originario della provincia di Como, il giovane che ha perso la vita nell’incidente stradale avvenuto...
Una giornata storica. Che fa felici tutti, comunque. Che riempie d'orgoglio e d'emozione il Tricolore e gli appassionati italiani di Formula Uno. Stavolta no,...
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