Tag results for: Economia ecologica

Arrivati i primi treni Pop in Toscana, consumano il 30% in meno di energia

Sono stati consegnati ieri alla Regione Toscana i primi 4 dei 19 treni Pop di Trenitalia, tutti attesi entro l’anno: progettati e costruiti da Alstom, i treni di questo primo lotto inizieranno a circolare sulla linea di cintura Pistoia-Prato-Firenze-Montevarchi. «È un altro passo avanti verso la mobilità sostenibile, ma soprattutto aumentando l’offerta di trasporto pubblico, in questo caso su treno, possiamo auspicare che la scelta del trasporto pubblico possa finalmente prevalere rispetto all’uso del mezzo privato», ha dichiarato il presidente Eugenio Giani, ribadendo al contempo «l’importanza dell’interscambio con la bicicletta». Tecnologicamente avanzati ed ecologici, i nuovi Pop a 4 carrozze consentono di far viaggiare 500 persone con oltre 300 posti a sedere, ma i posti per le bici (con possibilità di ricarica per quelle elettriche) sono solo 12. In compenso, i treni Pop permettono di ridurre del 30% i consumi energetici rispetto ai treni precedi, oltre ad essere mezzi realizzati con materiali che per il 95% potranno essere riciclati. Soddisfatto l’assessore ai trasporti Stefano Baccelli: «Cento nuovi treni, non solo Pop, ma anche Rock e Blues. Questo abbatterà non solo l’età media della flotta della Regione Toscana, ma darà un servizio più efficiente, confortevole , ambientalmente più sostenibile. Il treno Pop di nuova generazione consuma il 30% in meno di energia. E poi contribuisce  a sviluppare l'intermodalità a cui teniamo molto. Un impegno che stiamo portando avanti con Rfi per valorizzare le stazioni  ferroviarie nel senso dell’intermodalità bici, bus, auto private». Nello specifico, il Contratto di servizio siglato con la Regione Toscana per il periodo 2019-2034  prevede l’arrivo in regione di nuovi 100 treni tra Rock, Pop e Blues. L'articolo Arrivati i primi treni Pop in Toscana, consumano il 30% in meno di energia sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

Italian Green, su Rai 2 il viaggio nell’Italia sostenibile alla scoperta di Scapigliato

Il programma televisivo Italian Green – Viaggio nell’Italia sostenibile, in onda ogni sabato su Rai 2, fa tappa a Rosignano Marittimo per esplorare il Polo impiantistico di Scapigliato, dove i rifiuti vengono gestiti e valorizzati per massimizzare le ricadute positive sulla comunità locale sotto il profilo ambientale, sociale ed economico. Italian Green è un programma televisivo itinerante, che sta attraversando il Paese per raccontare alcune delle iniziative più significative che abbracciano lo sviluppo sostenibile: Scapigliato – società pubblica la cui maggioranza è detenuta dal Comune di Rosignano Marittimo – sarà tra i protagonisti della puntata che andrà in onda sabato 11 marzo alle 10. Insieme ai vertici di Scapigliato – il presidente Marco Colatarci e l’amministratore delegato Alessandro Franchi – la troupe di Italian Green andrà alla scoperta degli impianti che danno corpo all’economia circolare sul territorio: il Tmb, da dove transitano i rifiuti di provenienza urbana; l’impianto di cogenerazione, dove un’energia rinnovabile come il biogas viene trasformata in elettricità, per poi essere distribuita ai cittadini con uno sconto sulla componente energia pari al 25-100% in base alla distanza dal Polo; l’impianto di compostaggio del verde, dove sfalci e potature vengono trasformati in compost di qualità, restituito gratuitamente alle famiglie del territorio come “Terriccio Buono”. Ampio spazio verrà dedicato anche a “Scapigliato Alberi”, il progetto con cui Scapigliato ha già distribuito gratuitamente 43mila olivi: alla fine dell’iniziativa saranno circa 245mila, in grado di compensare l’impatto climatico generato dal Polo impiantistico sin dalla sua nascita. L'articolo Italian Green, su Rai 2 il viaggio nell’Italia sostenibile alla scoperta di Scapigliato sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

A Pantelleria installato Iswec: energia dal moto ondoso per fornire elettricità rinnovabile all’isola

L’energia da moto ondoso è una delle principali forme di energia rinnovabile attualmente meno valorizzate. Basti pensare che il 70% della superficie terrestre è ricoperta da acqua (di cui il 97% costituito da mare e oceani). In particolare, la potenza sviluppabile dalle onde del mare corrisponde a circa 2 terawatt a livello globale, corrispondenti a circa 18 mila terawattora all’anno, pari a quasi la domanda annuale di elettricità del pianeta. Inoltre, l’energia delle onde del mare è più prevedibile, continua e di maggiore densità energetica rispetto a quella del sole e del vento, essendo disponibile sia di giorno che di notte. In questo contesto di ricerca su come sfruttare l’energia del mare, Eni ha annunciato di aver completato, a circa 800 metri dalla costa dell’isola di Pantelleria, l’installazione del primo Inertial Sea Wave Energy Converter (ISWEC) al mondo collegato alla rete elettrica dell’isola che «Potrà raggiungere i 260 kW di picco di produzione di energia elettrica da moto ondoso. La campagna sperimentale, condotta in reali condizioni di esercizio, porterà a risultati utili per lo sviluppo dei dispositivi di seconda generazione già in fase di studio». La tecnologia ISWEC, che è parte del piano di decarbonizzazione di Eni, è stata citata dalla Commissione europea nella sua strategia per le energie rinnovabili offshore come esempio chiave di convertitore di energia da onde. L’installazione di ISWEC a Pantelleria è il primo passo verso la decarbonizzazione dell’isola, in linea con l’agenda di transizione energetica. Sviluppata da Eni in collaborazione con il Politecnico di Torino e Wave for Energy s.r.l. (spinoff dello stesso ateneo), ISWEC è una tecnologia innovativa nell’ambito delle soluzioni per la produzione di energia rinnovabile offshore capace di convertire il moto delle onde in elettricità. Al Politecnico di Torino spigano che «Si tratta di un dispositivo altamente tecnologico in grado di fornire energia a infrastrutture offshore, isole minori off-grid e comunità costiere. Il design di ISWEC è in grado di adattarsi alle condizioni meteomarine tipiche del sito di installazione, mediante un algoritmo genetico che sfrutta l'elevata potenza di calcolo disponibile presso l’Eni Green Data Center (GDC) di Ferrera Erbognone. La macchina consiste in uno scafo in acciaio, di dimensioni 8x15m che ospita Il sistema di conversione dell’energia, costituito da due unità giroscopiche dipiù di 2 m di diametro ciascuna. Il dispositivo è mantenuto in posizione, in un fondale di 35 m, da uno speciale ormeggio di tipo autoallineante in base alle condizioni meteo-marine, composto da tre linee di ormeggio e uno swivel (giunto rotante) mentre l’energia elettrica prodotta è portata a terra mediante un cavo elettrico sottomarino». Un ulteriore vantaggio di questa tecnologia è la notevole riduzione dell'impatto paesaggistico: il dispositivo emerge solamente per circa 1 metro sopra il livello dell’acqua. Inoltre, ISWEC si può integrare perfettamente con altre soluzioni di produzione di energia rinnovabile in ambito offshore, come ad esempio l’eolico, in termini sia di valorizzazione dei sistemi di connessione alla rete elettrica sia di integrazione all’interno di un’area di mare, massimizzando la conversione di energia disponibile. L'articolo A Pantelleria installato Iswec: energia dal moto ondoso per fornire elettricità rinnovabile all’isola sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

Arcipelago Spreco Zero il 15 marzo a Portoferraio

Le Isole dell’Arcipelago Toscano, con la loro economia turistica e una forte importazione di generi alimentari, sono chiaramente a forte rischio spreco di cibo.  Prendendo come riferimento il Target 12.3 dell’agenda ONU che pone come obiettivo la riduzione delle perdite e dello spreco alimentare del 50% entro il 2030, la domanda è: quale contributo possono dare le comunità isolane, e in particolare le famiglie, per raggiungere questo obiettivo? Per rispondere a questa domanda, Legambiente Arcipelago Toscano. Associazione Elbataste e Circolo Laudato Si’ Elba, con la collaborazione con Sezione soci Elba Coop – Unicoop Tirreno, Pro Loco Portoferraio e MardiLibri,  stanno realizzando, nell’ambito della Certificazione Europea Turismo Sostenibile (CETS) del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, un’azione  per monitorare e sensibilizzare chi vive e lavora nelle isole toscane sul tema degli sprechi alimentari. La collaborazione con Andrea Segrè, professore ordinario di Politica agraria internazionale e comparata all’Alma Mater Studiorium Università di Bologna e direttore scientifico della campagna Spreco Zero e di Waste Watcher International, e con i  suoi collaboratori, ha portato all’elaborazione di un progetto comune “Arcipelago Spreco Zero, l’impegno delle comunità isolane nel contrastare gli sprechi alimentari e promuovere stili di vita sani e sostenibili a partire dalla alimentazione”. Obiettivi del progetto sono: dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030; analizzare i comportamenti e le percezioni delle famiglie rispetto allo spreco alimentare; stimolare comportamenti di consumo e stili di vita sani e sostenibili; verificare le tipologie i alimenti e le quantità sprecate. L’appuntamento con “Arcipelago  Spreco Zero” è per mercoledì 15 marzo  alle ore 17,30 alla sala della Gran Guardia a Portoferraio per la presentazione pubblica del progetto. Sono invitati a partecipare Comuni, produttori alimentari, grande distribuzione, Fondazioni, Enti di volontariato, Proloco e tutti coloro che hanno sensibilità verso i temi della sostenibilità ambientale e sociale. Sarà costituito un gruppo di lavoro con i partner che aderiranno al progetto. L'articolo Arcipelago Spreco Zero il 15 marzo a Portoferraio sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

8 marzo 2023

Giornata Internazionale della Donna. Rendere l'uguaglianza di genere una realtà, sia online che offline. #IWD2023 L'articolo 8 marzo 2023 sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

Risparmiare energia ed evitare emissioni di CO2 grazie all’avvio a riciclo dei rifiuti

Si è svolto oggi a Roma il convegno “Il ruolo dell’economia circolare nella politica energetica europea” promosso dal Conou – il Consorzio nazionale oli usati – e dall’Aiee, l’Associazione economisti italiani dell’energia, offrendo un focus sul ruolo dell’economia circolare nella lotta alla crisi climatica in corso. Si stima che il 70% delle emissioni globali di gas serra sia legato all’estrazione e all’uso delle materie prime, dunque massimizzare il ricorso a materie prime seconde, ovvero provenienti da riciclo, permette una robusta azione di mitigazione del riscaldamento globale. Non solo: ridurre la dispersione di rifiuti, migliorare la capacità di recupero e riciclo di materia e accrescere la sostenibilità dei prodotti sono gli interventi strategici da mettere in campo anche per consentire la riduzione del fabbisogno di energia, com’è emerso dai dati portati al convegno da cinque Consorzi nazionali per la gestione dei rifiuti: Conou, Ricrea, Coreve, Erion ed Ecopneus. Più nel dettaglio, il Conou nel 2021 ha avviato a rigenerazione 186mila ton di oli usati, con un risparmio sulle importazioni di petrolio di oltre 80 milioni di euro (1,5 mln di barili) ed evitando l’emissione di circa 90 mila tonnellate di CO2eq; Ricrea nel 2021 ha avviato a riciclo 390mila tonnellate di rifiuti di imballaggio in acciaio, permettendo di evitare l’emissione di 538mila tonnellate di CO2eq; grazie al recupero di 2.182.858 tonnellate di vetro, nel 2021 Coreve ha evitato l’emissione di 2,4 milioni di tonnellate di CO2eq; Erion ha gestito il recupero di 246.964 tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici (Raee), evitando emissioni di CO2eq per 1,7 milioni di tonnellate; Ecopneus ha recuperato nel 2022 231.727 tonnellate di pneumatici fuori uso (Pfu), per minori emissioni di CO2eq pari a 310.000 tonnellate. «L'Italia, come paese tradizionalmente dipendente dalle importazioni di energia e di materie prime, è stato sempre costretto a fare di necessità virtù ed ha saputo acquisire una posizione d'avanguardia in questo campo. I consorzi come Conou – commenta il vicepresidente dell’Aiee, Carlo Di Primio – sono uno degli esempi virtuosi di questa attitudine che coordina l'impegno dell'industria, dei consumatori, delle istituzioni. E devono costituire un fattore d'impulso e riferimento per il percorso che occorre ancora fare per una gestione efficace dei rifiuti». L'articolo Risparmiare energia ed evitare emissioni di CO2 grazie all’avvio a riciclo dei rifiuti sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.

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