L’Unione europea chiude la porta alle importazioni dai Paesi terzi di diversi prodotto che sono alla base della deforestazione del pianeta, anche se alcune possibili scappatoie per le aziende e una portata ritenuta da alcuni limitata del provvedimento, potrebbero indebolire l’intervento legislativo. Consiglio Ue e Parlamento europeo hanno siglato un accordo provvisorio per ridurre al minimo il rischio per i cittadini europei di inserire nel carrello della spesa prodotti importati e connessi a disboscamento e al “degrado forestale”. Manca ancora l’adozione formale da parte di entrambe le istituzioni, ma i giochi sembrano fatti dopo poco più di un anno dalla proposta formulata dalla Commissione europea e a pochi mesi dalle modifiche approvate a Strasburgo. La soddisfazione è diffusa sia a livello istituzionale che dal lato delle organizzazioni ambientaliste che hanno promosso questa svolta, ma restano punti da chiarire rispetto ad un meccanismo che copre solo determinati prodotti e che prevede controlli limitati, affidandosi in primis all’autoregolamentazione da parte delle aziende interessate.
Agricoltura in espansione
Dietro la deforestazione galoppante in Paesi come il Brasile e l’Indonesia c’è il medesimo problema: l’estensione dei terreni agricoli
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