«Hai intenzione di fare figli nei prossimi anni?»; «Per chi voti?»; «Sei a favore o contro il matrimonio
omosessuale?»; «Cerchiamo donne under 30 libere che indossino tacchi a spillo»; «Cercasi stagista
con esperienza decennale, offriamo 500 euro al mese e possibile conferma dopo un anno»; «Cercasi cameriere uomo under 40». Questi annunci e queste domande non sono inventati: sono frasi realmente pronunciate durante dei colloqui di lavoro o inserite in alcune ricerche di personale pubblicate da siti ricerca specializzati. Un fenomeno, purtroppo, molto diffuso: basta fare un giro sui social media o ascoltare i racconti delle persone incappate in qualche selezione poco professionale per trovare altre centinaia di esempi di questo tipo. Per combattere questo andazzo, Assolavoro – l’associazione imprenditoriale che raggruppa
Stop a indagini sui social e domande personali: arriva il Codice di condotta per la ricerca dei dipendenti
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