Gli americani sono infuriati con i turchi, perché un attacco aereo lanciato dai jet di Ankara nell’ambito della nuova offensiva contro i combattenti curdi siriani — “Operazione Spada ad artiglio” — ha lambito le postazioni statunitensi al nord della Siria. Dopo giorni di avvertimenti, in cui il CentCom (il comando regionale del Pentagono che ha il Medio Oriente come AOR) ha avvertito le controparti — alleate Nato — dei rischi tecnici sul campo, le forze speciali Usa che si trovano nel nord siriano hanno visto cadere i colpi turchi a meno di trecento metri da loro.
Quei militari americani — appartenenti a unità di élite come Delta Force, Rangers e Green Berets — sono nella zona da anni, dunque era impossibile che i turchi non sapessero dove andavano a colpire. L’acquartieramento dal 2014 è servito per lanciare le operazioni anti-terrorismo (2015-2017) che hanno disarticolato la dimensione statuale del Califfato. Una manciata di unità (meno di mille tra team operativi e logistica) sono rimasti sia per continuare le attività contro i baghdadisti, anche fornendo assistenza tecnica e training alle unità curdo-siriane locali,

