SHEIN, fondata in Cina ma ora con sede a Singapore, avrebbe depositato documenti presso la Borsa di Londra come preludio alla vendita di azioni agli investitori pubblici. Un gruppo di attivisti britannici per i diritti umani ha così lanciato una battaglia legale per fermare la quotazione delle azioni di Shein e salvare la minoranza degli Uiguri
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Shein quotata in Borsa? Nemmeno per sogno. Il cotone prodotto dal lavoro degli schiavi nella regione cinese dello Xinjiang è sotto gli occhi di tutti: è questo, infatti, un altro aspetto del destino tormentato degli Uiguri, la minoranza di religione musulmana e di etnia turcofona che abita nella regione nord occidentale della Cina.
Per questo motivo, l’associazione per i diritti umani Stop Uyghur Genocide, supportata dallo studio legale Leigh Day, ha chiesto alla Financial Conduct Authority britannica di rifiutare la proposta di quotazione in borsa di Shein.
Il motivo? È chiaro a tutti che la minoranza


