ROMA – Sono oltre 10mila le persone senza dimora censite in una sola notte di pieno inverno nelle 14 città metropolitane italiane. Una popolazione che, per dimensioni, equivale a quella di interi comuni come Tropea o San Gimignano. È la fotografia scattata dall’Istat, che accende i riflettori su una realtà spesso nascosta ma sempre più strutturale.
L’indagine, condotta lo scorso 26 gennaio, rappresenta la prima fase di un monitoraggio nazionale sulla grave marginalità adulta. I dati restituiscono un quadro complesso: il 44,6% dei senza dimora vive in strada, mentre il 55,4% trova riparo in strutture di accoglienza notturna.
Roma si conferma la città con il numero più alto di presenze: 2.621 persone, di cui quasi la metà dorme all’aperto. Seguono Milano con oltre 1.600 persone (il 16,4% del totale), Torino con 1.036 e Napoli con 1.029. All’estremo opposto, Reggio Calabria registra il dato più basso, con appena 31 persone censite.
Il profilo degli “invisibili” evidenzia una netta prevalenza maschile. Le donne rappresentano il 21,4% nelle strutture e appena il 12% tra chi vive in strada. Molto significativa anche la componente straniera: oltre il 70% tra chi dorme all’aperto e più dei due terzi nelle strutture di accoglienza. La fascia d’età più rappresentata è quella tra i 31 e i 60 anni, ma non mancano giovani tra i 18 e i 30.
Le condizioni di vita restano estremamente precarie. Quasi la metà di chi vive in strada si trova in spazi pubblici completamente esposti, senza alcun riparo. Il 35% utilizza giacigli di fortuna, mentre un altro 36,5% riesce a trovare rifugio in portici, sottopassi o aree urbane parzialmente protette.
Accanto alla dimensione sociale, emerge con forza anche il tema dell’accoglienza. I posti letto disponibili nelle 14 città risultano infatti insufficienti: 6.678 contro oltre 10mila persone censite. La capienza media è di circa 30 posti per struttura, con un tasso di occupazione dell’83,3%, ma con forti differenze tra i vari territori.
L’indagine ha coinvolto più di 6mila volontari, impegnati di notte nelle strade per raccogliere i dati. Un lavoro capillare che, come sottolineato dall’Istat, si inserisce in una strategia più ampia per comprendere e monitorare il fenomeno, ma anche per valutare l’efficacia dei servizi dedicati.
Più che un semplice censimento, quello che emerge è un segnale chiaro: il fenomeno dei senza dimora non è episodico, ma strutturale, e richiede risposte sempre più coordinate tra istituzioni e territorio.


