Nuove prove confermano la formazione del mantello lunare e la distribuzione asimmetrica dei cumulati di ilmenite, svelando dettagli sulla storia geologica della Luna.
I mari vicini al lato lunare sono flussi vulcanici ricchi di titanio (al centro). Sono circondati da un modello di anomalie gravitazionali (a destra) causate da vestigia di materiale denso. (Adrien Broquet/Università dell’Arizona)
Nuove prove hanno confermato le teorie sulla formazione del mantello lunare, fornendo maggiori dettagli sulla tempistica di questo evento cruciale per la Luna. Durante questo processo, sono emerse importanti intuizioni sulla diversità chimica tra il lato vicino e il lato lontano della Luna, con particolare attenzione alla presenza dei mari solo su uno dei due lati. Si ritiene che la Luna, come la Terra, sia composta da un nucleo, un mantello e una crosta, ma il mantello lunare si è solidificato molto tempo fa, rendendo la geologia lunare più semplice ma altrettanto affascinante e complessa da studiare rispetto a quella terrestre.
La teoria standard sulla formazione della crosta lunare suggerisce che le rocce ricche di ilmenite si siano formate dal mare di
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