Nel mulino che vorrei mi piacerebbe che i giornalisti la smettessero di rivolgersi ad Amadeus chiamandolo ‘Ama’, ma questa è un’altra storia. Oggi siamo qui per raccontarvi di quel giorno incredibile che è il giorno in cui si ascoltano le canzoni di Sanremo per la prima volta. Un buon numero di giornalisti chiusi in due studi televisivi, uno a Milano e uno a Roma, che ascolta in rigoroso silenzio tutte e ventotto le canzoni, di fila, una volta soltanto. Un inferno? No, ma neanche troppo lontano.
Appena esci i colleghi ti scrivono, chiamano: «Allora? Che ci dici? Chi vince?». Arriva anche qualche amico che vuol sapere la tua perché deve scommettere, indeciso se puntare tutto su Tananai o se andare sul classico e mettere 50 euro su Giorgia.
Noi ci limitiamo a raccontarvi le prime sensazioni, sapendo che evolveranno con gli ascolti, cambieranno, in alcuni casi totalmente. Intanto a Milano abbiamo in studio anche Amadeus detto Ama, al centro dello studio in cui si registra il programma di Fazio. Di fianco a lui un signore che non conosco ma che credo faccia


