«Saman Abbas non è stata uccisa per essersi opposta a un matrimonio combinato o forzato» scrivono i giudici della Corte d’assiste di Reggio Emilia, nelle motivazioni della sentenza che ha condannato i genitori e lo zio della 18enne.. È questo uno dei punti chiariti «dall’istruttoria e la dialettica processuale, le uniche deputato a farlo» secondo i giudici sull’omicidio della 18enne, uccisa nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio 2021 a Novellara, in provincia di Reggio Emilia. Questo «è un elemento che nulla toglie e nulla aggiunge alla gravità del fatto – scrivono i giudici – ma che corrisponde a una verità che la Corte è tenuta a rilevare». Lo scorso dicembre, la Corte d’assiste reggiana aveva condannato
«Saman Abbas non fu uccisa per il no alle nozze forzate», le motivazioni della condanna all’ergastolo dei genitori
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