«Siamo andati in piazza per chiedere chiarezza, quando c’è un morto e le condizioni in cui è morto non sono chiare è sempre importante. Del resto, lavoriamo per la fine di tutte le guerre», si esprime in termini a dir poco generici Matteo Salvini quando i conduttori di Rtl 102,5, che lo intervistavano a tutto campo questa mattina 20 febbraio, gli chiedono della morte di Alexei Navalny e della partecipazione della Lega, e in particolare di Andrea Crippa, alla fiaccolata di ieri a Roma. E quando gli chiedono, più nello specifico, se si sia fatta una sua idea su come sia morto il dissidente russo e sull’accusa di avvelenamento avanzata dalla moglie Yulia, Salvini prova a glissare: «Non mi sono
Salvini frena ancora su Navalny: «Saranno i giudici a valutare come è morto». Lo smentisce la commissione Ue, e Calenda si arrabbia
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