Quando Salvini era il re dei rave party ma tutti se ne sono dimenticati

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Il governo si è insediato, i sottosegretari di cui si vergognano li hanno infilati nelle pieghe dove non si notano troppo, le bollette sono sempre lì da pagare. Eccoci al nostro quotidiano bestiario di governo.

GIORGIA, CON CHI CE L’HAI?
Meloni: “Bollette insostenibili per milioni di famiglie e molte imprese, governo al lavoro per dare risposte immediate”. Hanno la maggioranza in Parlamento, sono al governo, lei/lui è presidente del Consiglio e capatrena. Esattamente a chi cazzo lo sta dicendo?

QUANDO SALVINI ERA IL RE DEI RAVE PARTY
«Finalmente torniamo a far rispettare le regole», tuona ancora Salvini. Ma evidentemente ce l’ha con sé stesso. Perché basta una sommaria consultazione degli archivi dei quotidiani per certificare che quando agli Interni c’era lui, e l’attuale ministro Matteo Piantedosi era suo capo di gabinetto (lo fu anche con Lamorgese fino all’agosto del 2020) rave, free party e raduni non autorizzati sono stati molti, una cinquantina. Come si stava bene quando c’era lui.

LA VERITÀ OSTATIVA DI GIORGIA MELONI
“Sull’ergastolo ostativo il Parlamento ha lavorato la scorsa legislatura, la Camera ha approvato una norma all’unanimità…“. Nella conferenza stampa dopo il primo Consiglio dei ministri “operativo” del suo governo, Giorgia Meloni butta lì una frase che passa inosservata. Ma è falsa: il disegno di legge che superava l’attuale normativa sulla concessione dei benefici penitenziari ai condannati per mafia (per evitare che la Corte costituzionale la dichiarasse illegittima tout court) non è stato votato da tutti i partiti. A Montecitorio, il 31 marzo scorso, il testo unificato con relatore Mario Perantoni (M5s) passò con 285 voti a favore, un contrario e 47 astenuti: tra questi ultimi c’erano tutti i deputati di Fratelli d’Italia (allora all’opposizione del governo Draghi). Eppure è lo stesso ddl che ora il governo della neo-premier ha trasformato in un decreto legge urgente. Che sbadata, Giorgia.

SOTTOSEGRETARI BRILLANTISSIMI
Due cristalli Swarovski, una borsa Borbonese, storico marchio di moda torinese, tantissimi scontrini di ristoranti, pub e bar, scontrini “a catena”, battuti nello stesso locale nel giro di pochi minuti, oppure fatti quando lei, però, altrove. Sono alcune delle spese per cui Augusta Montaruli, la nuova sottosegretaria all’Università e alla Ricerca in quota Fratelli d’Italia, è finita nell’inchiesta Rimborsopoli della Regione Piemonte, un procedimento per il quale nel dicembre 2021 è stata condannata a un anno e sette mesi di reclusione per peculato. aspetta la Cassazione. Dai, non merita

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