Un dramma calcistico, nei drammi più seri, quelli che prevalgono su tutto. Igor Tudor non ha avuto nemmeno tempo di guadagnare gli spogliatoi del Tottenham Hotspur Stadium per quella che domenica con ogni probabilità sarebbe stata la sua ultima volta da quelle parti, fresco di sconfitta nello scontro diretto salvezza col Forest corsaro 3-0 a Londra nord, che subito ha ricevuto la notizia più tremenda: la scomparsa del papà, quindi tempo di salutar tutti in un centesimo di secondo e volar direttamente dalla famiglia in Croazia.
Rientrerà nei prossimi giorni a Londra con ogni probabilità a Londra per svuotar l’armadietto e prendere le ultime cose della sua fallimentare esperienza ad Hotspur Way, un solo punto in sei giornate di Premier per qualcuno che fu chiamato pensate per risollevare le sorti del club scongiurando il rischio retrocessione ma che invece non ha fatto altro che peggiorare fronte e contesto adesso risucchiati eccome nelle torbide acque di classifica britannica.
Il cambio diventa inevitabile, anche per Tudor la sosta sarà fatale. Il sogno della dirigenza degli Spurs è Roberto De Zerbi che significa progetto e che pertanto non tornerà ad allenare prima della prossima estate: non vuol minimamente sporcarsi le mani entrando in corsa in una situazione sempre più critica come quella del Tottenham Hotspur. Società che al momento vaglia profili e candidati per l’ultimo traghettatore: scelta finale potenzialmente fatale, questa proprio no che non si può sbagliare.


