Peste suina africana: proseguono gli abbattimenti negli allevamenti intensivi di maiali. Nuove immagini da brividi dalla provincia di Novara. A documentare la crudeltà delle misure e i loro fini è Giulia Innocenzi
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Si ritorna a parlare di peste suina africana nell’Italia settentrionale. Il virus continua a fare stragi di suidi. Se non è la malattia a colpire gli animali, sono gli allevatori a ucciderli in massa.
Basta un solo esemplare infetto per decretare la morte di tutti gli altri. Oltre 50mila i maiali uccisi lo scorso anno solamente nello Stivale.
Le ultime immagine provengono da un allevamento in provincia di Novara, nel quale è scoppiato un focolaio di peste suina africana, e documentano gli abbattimenti crudeli di centinaia di maiali della struttura condannati a morte.
Vengono radunati, immobilizzati uno ad uno per essere ammazzati tramite elettrocuzione, con una pinza e una scarica elettrica. Gettati poi su un nastro, finiscono in un container per essere eliminati definitivamente. Così termina un’esistenza vuota e misera.
Il metodo dell’elettrocuzione è sempre lo stesso ed era stato contestato già lo scorso

