Tra i guru più longevi di sempre del calcio europeo, non può che vivere l’eterna figura di Roy Hodgson. Che proprio no, non sa nemmeno cosa significhi la pensione. Ogni qualvolta che annuncia il ritiro, l’anno dopo puntualmente torna, per una nuova sfida.
L’aveva già fatto anni fa, prima di rientrare in corsa a Watford. Quindi il glorioso ritorno al suo Crystal Palace, per l’ultimo traghetto in Premier. Sembrava ritiro, sembrava pensione. Invece no, anche questa volta il richiamo di quella sfera che circola sul prato verde era troppo forte, da accantonare definitivamente.
Un bacino alla famiglia e niente da fare, si torna in pista. Anche in leghe inferiori britanniche. La chiamata è da Bristol, sponda Bristol City, c’è una corsa salvezza in Championship cadetteria britannica che non può aspettare: torna in panchina, torna ad allenare ancora una volta, esce di nuovo dalla pensione a quasi 80 anni suonati, 78 primavere per la precisione.
L’Highlander senza freni. E con questa sono 50 anni in panchina: recordman, a questi livelli così anglosassoni e professionistici. E pensate che si tratta di un ritorno, sì, ben 44 anni dopo l’ultima volta, in quel di Bristol. Incredibile e clamoroso, ancora una volta Roy e calcio inglese, la culla dei valori che non tramonteranno mai.


