Il 6 marzo 2026 si terrà all’Arena di Verona la cerimonia di apertura della XIV edizione delle Paralimpiadi invernali. L’intento sarebbe di conferire alla manifestazione una visibilità mediatica al pari dei grandi eventi artistici, ospitati da questo anfiteatro ammirato in tutto il mondo, da contrapporre ad ogni marginalizzazione della disabilità.
Un nobile messaggio inclusivo che però non ha mai convinto l’icona veronese che per tanti anni si è battuta contro questa situazione di fatto: Gianni Falcone. Nato ad Avellino, viveva a Verona da oltre cinquant’anni, dove è morto nell’ottobre del 2024. La sua autobiografia di padre di figlia diventata disabile a causa di una patologia collegata alla gravidanza (Stazionario sarà lei, Smart Edizioni, Verona 2019), oltre a raccontare una storia, offre uno stile di vita sorretto dall’ironia per conferire leggerezza al dramma e sempre aperto alla relazione con l’altro per fare comunità e sfuggire così alla chiusura di un dolore che si alimenta proprio della solitudine.
Vignettista sagace ed elegante, ha raccontato la storia politica di Verona dal suo particolare punto di vista, collaborando fino alla sua chiusura con il
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