“A me sinceramente fa piacere che ci siano, che abbiano la possibilità di gareggiare“. Il campione paralimpico Giacomo Bertagnolli, punta di diamante dell’Italia alle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 che cominceranno il prossimo 6 marzo, commenta così la presenza degli atleti russi e bielorussi alle competizioni a cinque cerchi. Bertagnolli, chiamato anche sul palco del Festival di Sanremo, non vuole entrare nella polemica politica, ma a La Presse spiega: “Secondo me è giusto che loro possano gareggiare con la bandiera loro o senza, ecco questo lo lascio giudicare ad altri”. Eppure la scelta dell’Ipc, Comitato paralimpico internazionale, di ammettere alle gare, in nome della centralità dello sport, russi e bielorussi sotto la propria bandiera ha scatenato le proteste internazionali. Sebbene la scelta fosse stata ratificata mesi fa.
Alla cerimonia di apertura del 6 marzo all’Arena di Verona non ci saranno le delegazioni di Ucraina, Repubblica Ceca, Estonia e Lituania, che hanno deciso di non prendere parte alla serata con cui si darà il via ufficiale alle Paralimpiadi. Saranno il primo evento sportivo mondiale in cui gli atleti di Russia e Bielorussia
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