Quello di Riccardo C., autore della strage di Paderno Dugnano, è un «male invisibile». Che ci porta a fare i conti con la domanda più difficile: e se dovesse succedere a noi? E se da una parte c’è chi accusa i genitori che «sanno solo di padel e di calcio», Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, spiega al Corriere della Sera che la frase chiave della confessione del 17enne è un’altra. «Mi sento solo anche in mezzo agli altri», ha detto il ragazzo. «È una frase forte, che rappresenta una condizione che riguarda tanti giovani», dice Lancini. Perché «dietro la solitudine degli adolescenti si cela un dolore, che può essere enorme». E che nasce dal fatto che «non hanno la possibilità
Paderno Dugnano, il «male invisibile» di Riccardo C.: «Ha ucciso i suoi fantasmi come Raskolnikov»
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