Solitamente il protocollo di Bitcoin tende a rimanere più “tranquillo” rispetto al resto del mondo crypto, ogni tanto qualche aggiornamento offre spunti per una conversazione più tecnica, ma alla fine passa tutto in sordina. Ultimamente però la community di Bitcoin sta iniziando a “dividersi” in due fazioni, chi supporta gli Ordinals e chi invece li ritiene un sacrilegio contro la “purezza” di Bitcoin. Andiamo però con ordine, cosa sono gli Ordinals? Perchè ultimamente si sta parlando tanto di questi? A cosa servono? Cosa sostengono le due fazioni?
Ogni singolo bitcoin (BTC) è suddivisibile in 100 milioni di “satoshi” o “sats” (in onore del creatore Satoshi Nakamoto), che sono l’unità più piccola di bitcoin, un po’ come i centesimi per gli euro. Ogni Satoshi però è uguale a tutti gli altri, infatti si definiscono “fungibili”. Ethereum ha dato la possibilità, grazie agli smart contracts di creare oggetti digitali unici, gli NFT (non fungible token), che differiscono l’uno dall’altro grazie alle proprietà intrinseche, come l’ID, il creatore, la data di creazione e tutta quella gamma di dati chiamati “metadati”.
Questo tipo di oggetti digitali


