di Roberto Celante
Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio, la maggioranza ha trovato un accordo interno, circa i contenuti di un ddl che mira a modificare la legge elettorale. Prima di valutarne gli aspetti, converrà confrontare le caratteristiche dei due principali sistemi elettorali.
Nel sistema maggioritario, prevedendo collegi uninominali, in cui si candida un solo esponente di ogni partito, vince il candidato più votato e vengono cestinati i voti per gli altri candidati, penalizzando fortemente la rappresentanza. Questo sistema, secondo i propri estimatori, favorirebbe la governabilità. La tesi è censurabile, sia perché in democrazia la governabilità non può essere un vantaggio da preferire alla rappresentanza, sia perché non è scontato che il partito che elegge più candidati ottenga automaticamente una maggioranza schiacciante dei seggi disponibili.
Il sistema proporzionale, prevedendo seggi plurinominali da assegnare ai partiti con i candidati più votati, è viceversa il sistema più rappresentativo, ma, nel caso si registrasse uno scarto minimo tra i due partiti, o le due coalizioni, principali, la neonata legislatura sarebbe caratterizzata da una forte instabilità, con il rischio dell’arruolamento determinante,
LaCittaNews è un motore di ricerca di informazione in formato magazine. LCN aggrega e rende fruibili, tramite le sue tecnologie di ricerca, in maniera automatica, gli articoli più interessanti presenti in Rete. LCN non si avvale di nessuna redazione editoriale. => DISCLAIMER



