I punti che lo separano dallo scudetto, ora, sono 14. Tanti, troppi, con 12 partite alla fine, per sperare davvero di poterlo raggiungere. Ma Antonio Conte era stato chiaro solo qualche settimana fa: parlare di titolo era fuori dalla realtà. E allora, il Napoli quarto in classifica si deve guardare indietro: +4 dal quinto posto. E lì si comincia a tremare. Perché non è solo una questione di classifica, ma di prestazioni: l’Atalanta che batte in rimonta i campioni d’Italia è lo specchio di come i nerazzurri si siano definitivamente ripresi dopo l’inizio con Juric e siano in piena lotta Champions. La stessa lotta nella quale Conte, alla fine, si è trovato impelagato.
Infortuni e bilanci
Il problema è ormai atavico in questo Napoli. Non è propriamente una crisi di risultati, perché l’aritmetica ancora sorride, ma proprio di numeri interni. A Bergamo mancavano in sei, tutti potenzialmente titolari: Di Lorenzo, Rrahmani, Anguissa, De Bruyne, McTominay, Neres. E in generale quasi tutti hanno avuto dei problemi fisici di media o lunga entità. A partire da Lukaku, che è tornato ma che
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