«Per il momento occupiamoci di ritrovare gli ultimi dispersi, sui quali le speranze di trovarli vivi, sono pochissime. Poi parleremo dei provvedimenti necessari». A dirlo è stato il ministro per la Protezione civile e le politiche del Mare, Nello Musumeci, in occasione dell’assemblea di Alis, l’Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile, in corso a Roma. Musumeci, quindi, rispetto alle polemiche su condoni e abusi edilizi ha invitato a «non generalizzare, perché una cosa è la villa abusiva in riva al mare e una cosa è la finestra aperta di 50 centimetri in più rispetto a quella prevista da progetto». Il ministro, poi, si è anche soffermato sul ruolo dei sindaci, che spesso si trovano di fronte a difficoltà di natura economica, burocratica o di contesto e che per questo non vanno lasciati soli, mentre «non si può essere clementi» con chi ha deliberatamente «aggredito il territorio».
«Sui condoni attenzione a non generalizzare»
Dunque, quello di Musumeci è stato un richiamo a mantenere la razionalità, anche in un momento di così grande dolore e preoccupazione. «Prima diamo dignitosa sepoltura alle, purtroppo, ulteriori vittime e poi parliamo di responsabilità e anche di correttivi perché la normativa attuale ha bisogno di interventi concreti e qualche volta anche radicali», ha detto il ministro, in risposta a una domanda sui condoni, ricordando che «non c’è nemmeno bisogno di dover fare una nuova legge, semmai si tratta di accelerare le procedure nei Comuni italiani e in particolare nel Mezzogiorno: negli armadi giacciono centinaia di migliaia di pratiche di sanatoria. E i Comuni – ha ricordato il ministro – non sono in condizione di smaltire questa gran mole di lavoro».
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Musumeci quindi ha richiamato l’attenzione sul fatto che «sulla necessità di

