Il nuovo piano industriale del Monte dei Paschi di Siena non convince il mercato e affonda il titolo in Borsa, trascinando con sé anche Mediobanca, acquisita la scorsa estate, e riaccendendo le polemiche politiche sul ruolo del governo nel risiko bancario. La banca senese ha chiuso la seduta in calo del 6,76%, dopo la presentazione in mattinata della strategia 2026-2030, mentre Piazzetta Cuccia ha lasciato sul terreno il 6,24%. Un ribasso che, secondo gli operatori, riflette aspettative molto elevate e una certa delusione sui target indicati dal piano. La flessione si è accentuata dopo le dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che il giorno dopo l’audizione in Commissione banche dei pm di Milano che stanno indagando sul presunto concerto nella scalata di Mps a Mediobanca in un’intervista a Bloomberg pubblicata a mercati aperti ha detto che “il ruolo del governo è terminato”. E aggiunto che la quota residua del Tesoro in Mps – circa il 4,9% – “non consente di esercitare un’influenza significativa sulla governance” e l’esecutivo non parteciperà alla nomina dei nuovi organi societari.
Il piano del Monte
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