Milano, colloquio di lavoro da dimenticare. La testimonianza di Samantha: “Domande surreali, posto fisso sempre più un miraggio”
Invitiamo di continuo i nostri lettori a raccontarci le loro esperienze inerenti al mondo del lavoro. Tematica che trattiamo molto, e di cui non bastano mai le testimonianze. Tematica complessa, di cui urge parlare, e di farlo nel modo giusto. Il modo giusto, secondo noi, è quello di ascoltare i diretti interessati: gli aspiranti lavoratori, coloro che tutti i giorni si interfacciano con questa realtà. Quelli che vanno ai colloqui, che rispondono alle offerte lavorative, che si candidano per quante più posizioni aperte disponibili, così da avere più scelta, e più chance. Quelli che curano con dovizia di particolari i loro curriculum, che sussultano ad ogni messaggio ricevuto su Linkedin. La ricerca di un lavoro rappresenta sempre una fase molto delicata, in cui ci si mette in gioco, sfidando se stessi. Mettendosi, in effetti, un po’ in vendita: presentandosi nella veste migliore, sperando di conquistare la fiducia e la stima del datore di lavoro.
Una fase di crescita, sì, ma anche di fatica. Perché


