Si parte con una dieta, si regge per un po’, poi la quotidianità riprende spazio e il piano diventa difficile da mantenere. A quel punto subentrano senso di colpa, confusione e la sensazione che la “forza di volontà” sia l’unico metro di giudizio.
Un approccio diverso prova a spostare il baricentro: non “fare la dieta”, ma sviluppare competenze di educazione alimentare applicabili nel tempo. In questo contesto si inserisce il Metodo FESPA, associato alla Dott.ssa Federica Saccone, descritto nelle fonti ufficiali come percorso basato su scienza e personalizzazione, senza prodotti confezionati o pasti sostitutivi.
Perché le diete falliscono e perché l’educazione alimentare conta
Molti regimi alimentari funzionano nel breve periodo perché impongono una struttura esterna. Il punto critico arriva dopo, nella fase di mantenimento: la struttura si scontra con cene fuori, turni di lavoro, famiglia, stanchezza, eventi sociali. È qui che un percorso educativo fa la differenza, perché mira a costruire strumenti pratici – porzioni, composizione dei pasti, gestione della fame, lettura della sazietà – che restano anche quando non si è “in modalità dieta”.
Le indicazioni di salute pubblica
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