Due tappe in un solo giorno. Giorgia Meloni venerdì prossimo sarà in mattinata a Stoccolma e poi, nel pomeriggio, atterrerà a Berlino per incontrare il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Due visite che arrivano a una manciata di giorni dal Consiglio straordinario europeo del 9 e 10 febbraio –summit che potrebbe essere preceduto anche da un blitz del presidente del Consiglio a Parigi- con due partite fondamentali per il governo: quella sui migranti e l’altra, centrale nel summit ormai alle porte, di un nuovo fondo Ue e dell’allentamento degli aiuti di Stato.
Sul dossier migranti strada in salita
Una partita a scacchi in cui ogni mossa va ragionata, studiata con attenzione: lo sa bene Meloni, che vola in Svezia -alla guida del semestre europeo- e in Germania per ‘oliare’ i rapporti in vista di un summit dal quale non vuole e non può uscire con l’immagine ammaccata. Sul dossier migranti la strada è in salita già nella prima tappa della sua missione. Perché, mentre Roma chiede con forza una soluzione europea in tempi stretti -occorre “avanzare con urgenza”, ha detto ieri il premier subito dopo l’incontro con
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