Sono ore spasmodiche per lo sport internazionale. Perché da una disciplina all’altra sta succedendo di tutto e di più. E quel che accade, soprattutto per i livelli di cui stiamo parlando, fa eccome notizia. Dal trionfo di Kimi Antonelli appena descritto in F1, a quanto accaduto alle battute finali dell’appuntamento più prestigioso del momento nel mondo del tennis, Indian Wells.
Primo atto del Sunshine Double in California e stasera finalissima. Già, ma non saraà quella prospettata. Nemmeno quella sognata dal pubblico californiano, che evidentemente non desiderava nient’altro che assistere in prima linea a quel duello destinato ad intrattenere generazioni del prossimo decennio, Alcaraz vs Sinner.
Che fosse un’edizione particolare, insidiosa e soprattutto tortuosa del Masters 1000 in California era ormai chiaro a tutti gli addetti ai lavori. I Davide avevano sfiorato più volte il colpo coi Golia, già Djokovic era uscito con Draper ai quarti di finale. Ma quello che è successo stanotte supera tutto: il ritorno con potente ruggito di Medvedev, fuori Alcaraz. 6-3 e 7-6: nulla da fare per il numero uno al mondo, che torna a perdere dopo una serie di 16 successi consecutivi tra cui trionfo australiano.
Forse meglio per Sinner, che ha vinto la sua di semi con Zverev, e che non troverà Alcaraz. Se dovesse vincere l’Indian Wells, accorcerebbe dal N1 in termini di ranking ATP. Già, ma c’è quel sé. Adesso grosso come una casa. Perché Medvedev ha dimostrato d’esser tornato a livelli stellari, grazie a Thomas Johansson, tecnico che sul cemento l’ha riportato a dimensioni quasi imbattibili. Dopo Brisbane e Dubai, stasera accarezza il colpo grosso. Tornerà a giocarsi una finale di un Masters 1000 due anni dopo l’ultima volta, anche questo è segno manifestato. Jannik avvertito, appuntamento planetario alle 22.


