Blitz della Guardia Costiera sulle spiagge e nei mari del Lazio, dove è scattata una maxi operazione di controllo che ha setacciato chilometri di costa in vista dell’inizio della stagione estiva. All’attività svolta è stato dato il nome in codice di “Operazione Nereide” ed è durata tre giorni interi, precisamente dal 20 al 22 maggio.
Anche se i controlli hanno riguardato tutta la regione, i militari si sono concentrati con particolare attenzione sul litorale della provincia di Latina, coprendo una vasta area che va da San Felice Circeo fino al Golfo di Gaeta. L’obiettivo di questa maxi retata ambientale era quello di scovare i pescatori di frodo, ripulire i fondali dalle trappole mortali lasciate dai bracconieri e fermare qualsiasi tipo di danno contro la natura e l’ecosistema marittimo.
Per riuscire a controllare una zona così vasta si sono dovuti muovere praticamente tutti i Comandi territoriali della Guardia Costiera della provincia di Latina. Insieme a loro hanno lavorato anche le motovedette in mare e le pattuglie con le auto lungo le strade della costa, tutti coordinati e guidati dalla Direzione Marittima del Lazio. I militari hanno tenuto sotto stretta osservazione soprattutto le aree marine che hanno un valore naturalistico più importante e quelle zone che tra poche settimane saranno piene zeppe di bagnanti e turisti per le vacanze.
I risultati di questi tre giorni di controlli sono davvero notevoli. Complessivamente i militari hanno portato a termine 213 controlli e le violazioni scoperte sono state numerose. Sul fondo del mare sono stati trovati e tirati su ben 500 metri di reti da pesca che erano state abbandonate e che continuavano ad uccidere pesci inutilmente. Oltre a queste, sono stati sequestrati altri 1.500 metri di reti illegali che galleggiavano alla deriva, pericolosissime anche per le barche, e ben 50 nasse abusive, cioè quelle gabbie di plastica o metallo usate per intrappolare i crostacei sul fondale.
Alla fine dei controlli il bilancio parla di 14 sanzioni amministrative per un conto totale di oltre 10 mila euro di multe, 14 sequestri di attrezzature e persino due denunce penali. I controlli più duri e approfonditi hanno riguardato l’area marina protetta delle Isole di Ventotene e Santo Stefano, che è considerato uno dei punti più delicati e preziosi di tutto il territorio pontino dal punto di vista dell’ambiente. In questo paradiso naturale sono entrati in azione i subacquei specializzati della Guardia Costiera, che si sono tuffati in profondità per ispezionare i fondali lavorando fianco a fianco con il personale del Comune di Ventotene.
Oltre alle navi e alle auto è intervenuto anche il Laboratorio Ambientale Marino della Guardia Costiera, che ha fatto muovere biologi e tecnici specializzati per prendere campioni di acqua di mare e analizzarli subito in laboratorio per verificare l’inquinamento. Ma i controlli sono arrivati pure dal cielo con l’impiego di un aereo ATR 42 del Terzo Nucleo Aereo di Pescara, che dall’alto ha fotografato e monitorato ogni angolo della costa.
Tutta questa ampia operazione è stata diretta dalla Sala Operativa della Guardia Costiera di Civitavecchia sotto il comando del Capitano di Vascello Cosimo Nicastro.

