“Un Paese di santi, poeti, navigatori e… sarti. Fra le tante eccellenze che l’Italia può vantare c’è sicuramente quella della moda, il cui volume d’affari nel 2022 è stato pari a 86,7 miliardi di euro, un trend in continua crescita.
Se durante i decenni del boom degli anni ’70 e ’80 dall’unione di alcuni distretti del tessile – come quello di Como, Prato e Biella – con il genio di alcuni stilisti sono nate case di moda e marchi oggi conosciuti in tutto il mondo, a partire dagli anni 2000 qualcosa si è rotto. Molte case di moda hanno preferito delocalizzare spostando la loro produzione all’estero – in Asia, Turchia, Nord Africa o Est Europa – e mortificando così i talenti e la qualità dell’artigianato tessile locale.
Oggi si contano in Italia 40.000 industrie tessili per un totale di 400.000 lavoratori impiegati
Oggi si contano in Italia 40.000 aziende tessili per un totale di 400.000 lavoratori impiegati (l’Italia rappresenta più di un terzo a livello europeo). Un settore sempre più a rischio anche perché molte grandi firme usano impropriamente il


