L’opposizione ha (finalmente) battuto un colpo sulle pensioni. La mozione unitaria presentata alla Camera da Avs-Pd-M5S non ha solo puntato i riflettori sull’ennesimo tradimento delle promesse elettorali da parte del governo di Giorgia Meloni (flessibilità in uscita, superamento della legge Fornero con “Quota 41”, innalzamento pensioni minime/sociali, pensione di vecchiaia per le donne a 63 anni e 20 di contributi, pensione di garanzia per i giovani a minimo 1000 euro/mese), ma ha anche formulato una serie di proposte innovative. Tra le misure più significative, il blocco strutturale dell’età pensionabile, l’introduzione di canali di uscita anticipata specie per lavoratrici/lavoratori più svantaggiati sulla scorta di misure quali APE sociale e Opzione Donna, abolita con la legge di Bilancio 2026, maggiori tutele per i lavoratori impiegati in mansioni usuranti, istituzione di una “pensione di garanzia” – un importo pensionistico minimo legato agli anni di contribuzione (effettiva e figurativa) e all’età di quiescenza – per le generazioni soggette al metodo contributivo, nonché di una “pensione pubblica di garanzia universale” che assicuri a tutti una tutela contro la povertà nella vecchiaia. Infine, esclusione di ulteriore
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