Oltre al caso della pugile Imane Khelif, che ha vinto e continua a vincere anche dopo il ritiro dell’azzurra Angela Carini, c’è un altro caso similare alle Olimpiadi di Parigi 2024: si tratta della taiwanese Lin Yu-Ting, anche lei squalificata dall’Iba ai mondiali per i test genetici come Imane e anche lei ammessa per le Olimpiadi come l’algerina. Yu-Ting ha raggiunto la finale per l’oro nella categoria -57kg. Nella semifinale la rivale turca Esra Yildiz Kahraman, ha mostrato il gesto delle due “X”, alludendo ai cromosomi tipicamente femminili. E ora l’Iba insiste ancora nella sua tesi: sia la taiwanese che l’algerina non potevano giocare perché «su di loro test genetici mostravano che i profili erano maschili». Yu-Ting non ci sta. In un’intervista alla
Lo sfogo della campionessa di boxe alle Olimpiadi di Parigi, Lin Yu-Ting: «Quando vado in bagno mi chiedono se è quello giusto, devo rispondere che sono donna»
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