Un bronzo che vale tanto, molto di più di quello che può sembrare in apparenza. L’Italia maschile dello short track ha chiuso al terzo posto la finale della staffetta. Una medaglia sudata e vinta grazie a un super penultima frazione di Thomas Nadalini, abile a risalire dal quarto al secondo posto. Ma i meriti vanno distribuiti a tutta la squadra. Un ottimo Pietro Sighel, che nell’ultimo giro ha subito il sorpasso della Corea del Sud, ma ha difeso il bronzo riscattando le delusioni delle gare individuali, in cui sfortuna e decisioni discutibili dei giudici gli hanno impedito di giocarsi le medaglie.
Bene hanno fatto anche Luca Spechenhauser, perfetto dall’inizio alla fine, così come Andrea Cassinelli, bravo a resistere al tentativo di allungo dei rivali. L’oro è andato all’Olanda e l’argento alla Corea del Sud, ma quel che più conta è il bronzo degli azzurri, che consente all’Italia di salire a 27 medaglie, numero sempre più da record. Un grande riscatto per l’intera squadra maschile di short track, che aveva subito troppi episodi sfortunati nelle gare individuali, ma è stata brava
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