In tempi di separazione delle carriere a Palazzo Chigi, nella speranza che vinca il Sì, fa gola da tempo un presidente della Scuola superiore della magistratura ideologicamente schierato a destra. La Scuola, tre sedi a Scandicci, Roma e Napoli, un bilancio che s’aggira sugli otto milioni di euro, in futuro divisa in due sezioni per pm e giudici (sempre se il Sì dovesse prevalere sul No), dovrebbe diventare il formatore prioritario delle nuove generazioni di toghe obbedienti alla teoria del giudice “bocca della legge”, obbediente al potere insomma. I passi giusti però vanno fatti subito, quand’è alle viste il rinnovo biennale dell’attuale presidente.
L’uomo giusto c’è già. Super cattolico e di destra. Contro Silvana Sciarra, la giuslavorista allieva di Gino Giugni al vertice della Scuola dal marzo 2024, e prim’ancora presidente della Consulta, “colpevole” di essere stata indicata nel 2014 dal Pd. Il candidato perfetto, per giunta già vicepresidente, ce l’ha già piazzato il Guardasigilli Carlo Nordio, nella cinquina di nomi che gli spettava di indicare due anni fa per la Scuola. Si chiama Mauro Paladini ed è un professore
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