Dopo le pagelle della stampa che ascolta i brani sanremesi qualche settimana prima che arrivino sul palco del teatro Ariston, sono quelle dell’Accademia della Crusca a suscitare la curiosità dei fedelissimi del Festival. Anche quest’anno il professor Lorenzo Coveri commenta le canzoni della kermesse. Esclusivamente dal punto di vista testuale, s’intende, poiché il debutto dei brani nella loro interezza, testo e musica, è previsto per martedì 24 febbraio in diretta su Rai 1.
Il festival della “medietà”
Che cosa aspettarsi da questo Sanremo, dunque, letterariamente parlando? “Siamo su quella medietà o, se vogliamo, prudenza, tipica di Carlo Conti” spiega Coveri al Corriere della sera. Il professore parla di un festival “moderato, che non colpisce né in bene né in male“. Non a caso anche la parolacce “sono poche” rispetto a un anno fa quando “erano tantissime”. Da questo punto di vista l’edizione 2026 “si limita a uno stronzo, due fottuto e poco altro“.
La canzone d’autore non se la passa troppo bene
E la canzone d’autore di che salute gode? “Non ci sono canzoni d’autore che spicchino in modo particolare.
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