
Le 5 domande ispirate a Jung che aiutano a conoscerci meglio (e che tutti si dovrebbero fare)
Capita, ogni tanto, di imbattersi in una domanda e sentire un piccolo fastidio. Non perché sia complicata, ma perché arriva dritta, senza chiedere permesso. Le cosiddette “cinque domande di Jung” fanno spesso questo effetto. Le leggi distrattamente, magari mentre scorri il telefono, e poi ti accorgi che una di quelle ti resta addosso più del...
Durano pochi secondi, restano per giorni: le cinque domande legate a Jung non spiegano tutto, ma aprono riflessioni che toccano lavoro, relazioni e scelte quotidiane
6 Gennaio 2026

@Wikimedia Commons
Capita, ogni tanto, di imbattersi in una domanda e sentire un piccolo fastidio. Non perché sia complicata, ma perché arriva dritta, senza chiedere permesso. Le cosiddette “cinque domande di Jung” fanno spesso questo effetto. Le leggi distrattamente, magari mentre scorri il telefono, e poi ti accorgi che una di quelle ti resta addosso più del previsto. Come una canzone che continua a tornarti in testa.
Ed è proprio lì che scatta la curiosità. Perché, anche se non sei un appassionato di psicologia, quelle domande parlano di lavoro, relazioni, scelte rimandate, parti di sé lasciate in sospeso. Parlano, in fondo, di vita quotidiana.
Solo dopo,
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