Lavorare quattro giorni a settimana a parità di salario: l’esperimento al via in Portogallo

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Lavorare meno a parità di salario: la settimana lavorativa di quattro giorni potrebbe diventare presto realtà in Portogallo. Domani il governo presenterà un progetto-pilota al Consiglio permanente della concertazione sociale. L’obiettivo è raggiungere la riduzione dell’orario di lavoro senza tagli salariali. E senza che lo Stato metta mano al portafoglio: il pubblico in questo caso svolgerà solo funzioni di consulenza, mentre tutta la parte finanziaria sarà a carico del settore privato. L’adesione delle aziende sarà libera e reversibile. Il piano prevede un periodo di prova di sei mesi, da svolgere prevalentemente l’anno prossimo. A questo farà seguito un periodo di valutazione finale, fino al 2024.

Il concetto di evoluzione sociale

Secondo quanto riportano le testate locali, la condizione per estendere il progetto al settore pubblico è che il periodo pilota conduca a una «evoluzione sociale». Quando entreranno in gioco i soldi dello Stato, inoltre, bisognerà «adeguare gli strumenti di valutazione e di impatto» tenendo conto delle «differenze giuridiche e di bilancio». Non è l’unica nazione che, dopo la pandemia, ha provato a stravolgere l’impostazione tradizionale del lavoro. Prima del Portogallo, l’esperimento della settimana di 4 giorni è stato avviato nel Regno Unito. Nel giugno 2022, oltre 3.300 lavoratori in 70 società britanniche hanno iniziato il periodo di prova. Che si basa sul modello 100:80:100. Vale a dire: 100% della retribuzione per l’80% dei turni richiesti, in cambio dell’impegno a mantenere la produttività del 100%. Anche in questo caso, i risultati si vedranno a distanza di 6 mesi.

Gli altri esperimenti

Joe O’Connor, amministratore delegato del gruppo no-profit 4 Day Week Globalha commentato: «Mentre usciamo dalla pandemia, sempre più aziende stanno riconoscendo che la nuova frontiera della concorrenza è la qualità della vita, e quel lavoro a orario ridotto e….

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