Portare un inedito alle Audition di X Factor è un atto di superba incoscienza o di profonda consapevolezza di sé. O, come spesso accade, di entrambe. Nel caso dei Santi Francesi, si è trattato più che altro di un’epifania, la loro performance ha bloccato il tempo di X Factor, ti ha portato nel loro mondo e tu sapevi, fin dalle prime note, che ti avrebbero accompagnato fino all’ultima puntata, alla finale.
Alessandro De Santis ha un talento e una potenza interpretativa direttamente proporzionale alla bellezza dei suoi occhi (e baffi), Mario Francese è il suo complemento musicale perfetto. L’impressione, spesso, è che potrebbero esibirsi bendati, per l’intesa silenziosa e senza fronzoli che hanno. Con la loro incapacità di essere paracool come tutti coloro che passano in tv e in particolare in questo talent, con il loro sentirsi delicatamente fuori posto hanno trovato il modo di conquistare tutti, giudici e pubblico, incentrando tutto sulla loro musica, sulla loro personalità che innervava anche i pezzi più ostici o quelli più iconici, sulla forza con cui se ne appropriavano e senza tradirli li reinnestavano
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