Sembra incredibile ma mentre tutto il mondo si è fermato e ha guardato alla manifestazione romana contro la guerra in Ucraina, chi ha preferito girarsi dall’altra parte è proprio il governo italiano.
Dubbi sugli aiuti militari a Kiev pure in maggioranza. La Meloni, come Draghi, però non molla l’elmetto
Già perché il corteo ha marciato per chiedere la pace, con oltre 100mila persone e senza bandiere di partito, l’Esecutivo di Giorgia Meloni ha detto chiaro e tondo che si continuerà sulla linea bellicista tanto che il sesto decreto per l’invio di armi a Kiev appare come una formalità e che non c’è la benché minima intenzione di farsi promotore in Europa, come chiesto dalla piazza, di iniziative per cercare di riportare Russia e Ucraina al tavolo delle trattative.
Eppure sarebbe opportuna più moderazione davanti a una manifestazione che, contro tutto e tutti, è riuscita a mettere in piazza un numero esorbitante di persone. Qualcuno, infatti, potrebbe pensare che tutto sommato 100mila manifestanti siano pochi, ma non è questo il caso. Del resto essere ‘pacifisti’ è diventato un mestiere piuttosto complicato
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