La premessa è d’obbligo: intervistare la Gialappa’s Band è impossibile. Per cui, quello che leggerete è soltanto un tentativo maldestro di indirizzare il flusso di battute, freddure, giochi di parole, paradossi e calembour che, quando sono insieme, fioriscono senza soluzione di continuità. E forse non è un caso che il libro nel quale raccontano quarant’anni di professione, lungo i quali sono stati autori di programmi che hanno segnato la storia della radio e della televisione, hanno scoperto molti dei più grandi comici italiani e ci hanno fatto sbellicare con le loro voci fuori campo, sia composto da oltre 400 pagine (con tanto di Qr code per rivedere i video). Si intitola Mai dire noi, scritto con il giornalista Andrea Amato per Mondadori Electa, e ripercorre episodi imbarazzanti, figuracce e incontri con i personaggi più bersagliati. Perché sotto la lente distorta dalla satira di Carlo Taranto (il Signor Carlo), Marco Santin e Giorgio Gherarducci nessuno trova scampo. E per chi è cresciuto con Mai dire gol e le loro telecronache dei primi Grande fratello sarà impossibile non rivivere una stagione leggendaria
La Gialappa’s e la canzone per Mina: «Il punto più alto (mancato) della nostra carriera»
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