Il presidente della Corte dei conti Guido Carlino lancia l’allarme nel giorno più solenne per la magistratura contabile, l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Nel 2025, mentre il governo Meloni varava la riforma della Corte, che tra il resto espande in maniera abnorme l’ambito del controllo preventivo degli atti e fornisce agli amministratori uno “scudo” di fatto per quel che accade dopo mettendo un tetto al danno contestabile, sono aumentati i casi di distrazione dolosa di fondi pubblici, compresi quelli legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Si tratta, nello specifico, dello sviamento, da parte di privati, dalle finalità per le quali erano stati erogati i finanziamenti, configurando spesso profili di corruzione e incidendo anche sugli obblighi dell’Italia nei confronti dell’Unione europea”, ha spiegato.
Il riferimento agli obblighi verso Bruxelles è pesante: l’Italia è il principale beneficiario del programma Next Generation EU e se emergono abusi o non ci sono prove adeguate sulla destinazione dei fonti l’Ue può bloccare o ridurre i pagamenti. Solo un esempio di come sprechi e malaffare siano “un danno non solo per la Repubblica, ma
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